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L'allarme degli allevatori in Fvg: latte a rischio

L'associazione allevatori chiede alla Gdo di riconoscere 5 centesimi in più per litro. "Senza interventi le aziende chiuderanno a causa del caro prezzi”

A breve potrebbe non esserci più latte dalle stalle del Friuli Venezia Giulia. A lanciare l’allarme è l’associazione allevatori del Fvg che denuncia la situazione vissuta dalle stalle in regione, strozzate dai costi energetici più che raddoppiati di elettricità, gas e combustibili, dal costo delle materie prime per la coltivazione dei terreni, per i mangimi e concentrati per l’alimentazione degli animali. Il rischio è che in breve le aziende zootecniche decidano di chiudere e che non ci sia più latte da trasformare per la Gdo. Per questo i vertici dell'associazione chiedono un aumento del prezzo del latte alla stalla di cinque centesimi. L’appello è stato già raccolto dalla politica grazie all’interessamento del consigliere regionale Alberto Budai che ha informato l’assessore alle risorse agricole, Stefano Zannier, il quale ha subito convocato, per domani 30 marzo 2022, un incontro per raccogliere le istanze dell’associazione allevatori e per portarle successivamente all’attenzione della Gdo e dei trasformatori.

Cosa sta succedendo
“Molti allevatori – dichiarano Andrea Lugo e Renzo Livoni, rispettivamente direttore e presidente dell’Associazione allevatori Fvg - hanno già inviato parte delle bovine allevate al macello per consentire di mantenere in vita gli animali rimasti in stalla e continuare a produrre il latte, ma nel giro di pochi mesi, i pochi animali rimasti in stalla non avranno più di che mangiare per sopravvivere”. Il rincaro dei costi energetici, dei fertilizzanti e dei mangimi, per altro pure di difficile reperimento dall’esplosione del conflitto in Ucraina hanno cancellato con un colpo di spugna i tempi del lockdown, “tempi – ricordano Lugo e Livoni - in cui la zootecnia in generale e quella da latte in particolare garantivano le produzioni ricevendo la gratitudine dei consumatori che nel frattempo prendevano d’assalto i supermercati spingendo le vendite della Gdo su del 25 per cento”.

Da mesi ormai la situazione è gravemente peggiorata. Il costo medio di produzione del latte, già nel 2021 (dati Ismea) era di 46 centesimi al litro, con un aumento medio del 7,4 per cento rispetto all’anno precedente, a fronte di un rialzo dei prezzi del latte pagati agli allevatori limitato al solo 2,9 per cento. Già l’anno scorso, il rapporto tra costi di produzione e prezzi di vendita aveva determinato l’annullamento della redditività del settore. Oggi quel rapporto si è ulteriormente deteriorato.

I vertici dell’associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia fanno appello alla grande distribuzione: “Dev’esserci una presa di coscienza da parte della Gdo e del settore della trasformazione, ognuno deve fare la sua parte e riconoscere, almeno per qualche mese, un prezzo del latte alla stalla di cinque centesimi in più per consentire alle aziende di andare avanti mantenendo le produzioni – rivendicano Lugo e Livoni che avvertono -: se non sarà così, a breve non ci sarà nemmeno latte da trasformare per la Gdo”.

 

Articolo di "UdineToday"

L'allarme degli allevatori in Fvg: latte a rischio

L'associazione allevatori chiede alla Gdo di riconoscere 5 centesimi in più per litro. "Senza interventi le aziende chiuderanno a causa del caro prezzi”

A breve potrebbe non esserci più latte dalle stalle del Friuli Venezia Giulia. A lanciare l’allarme è l’associazione allevatori del Fvg che denuncia la situazione vissuta dalle stalle in regione, strozzate dai costi energetici più che raddoppiati di elettricità, gas e combustibili, dal costo delle materie prime per la coltivazione dei terreni, per i mangimi e concentrati per l’alimentazione degli animali. Il rischio è che in breve le aziende zootecniche decidano di chiudere e che non ci sia più latte da trasformare per la Gdo. Per questo i vertici dell'associazione chiedono un aumento del prezzo del latte alla stalla di cinque centesimi. L’appello è stato già raccolto dalla politica grazie all’interessamento del consigliere regionale Alberto Budai che ha informato l’assessore alle risorse agricole, Stefano Zannier, il quale ha subito convocato, per domani 30 marzo 2022, un incontro per raccogliere le istanze dell’associazione allevatori e per portarle successivamente all’attenzione della Gdo e dei trasformatori.

Cosa sta succedendo
“Molti allevatori – dichiarano Andrea Lugo e Renzo Livoni, rispettivamente direttore e presidente dell’Associazione allevatori Fvg - hanno già inviato parte delle bovine allevate al macello per consentire di mantenere in vita gli animali rimasti in stalla e continuare a produrre il latte, ma nel giro di pochi mesi, i pochi animali rimasti in stalla non avranno più di che mangiare per sopravvivere”. Il rincaro dei costi energetici, dei fertilizzanti e dei mangimi, per altro pure di difficile reperimento dall’esplosione del conflitto in Ucraina hanno cancellato con un colpo di spugna i tempi del lockdown, “tempi – ricordano Lugo e Livoni - in cui la zootecnia in generale e quella da latte in particolare garantivano le produzioni ricevendo la gratitudine dei consumatori che nel frattempo prendevano d’assalto i supermercati spingendo le vendite della Gdo su del 25 per cento”.

Da mesi ormai la situazione è gravemente peggiorata. Il costo medio di produzione del latte, già nel 2021 (dati Ismea) era di 46 centesimi al litro, con un aumento medio del 7,4 per cento rispetto all’anno precedente, a fronte di un rialzo dei prezzi del latte pagati agli allevatori limitato al solo 2,9 per cento. Già l’anno scorso, il rapporto tra costi di produzione e prezzi di vendita aveva determinato l’annullamento della redditività del settore. Oggi quel rapporto si è ulteriormente deteriorato.

I vertici dell’associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia fanno appello alla grande distribuzione: “Dev’esserci una presa di coscienza da parte della Gdo e del settore della trasformazione, ognuno deve fare la sua parte e riconoscere, almeno per qualche mese, un prezzo del latte alla stalla di cinque centesimi in più per consentire alle aziende di andare avanti mantenendo le produzioni – rivendicano Lugo e Livoni che avvertono -: se non sarà così, a breve non ci sarà nemmeno latte da trasformare per la Gdo”.

 

Articolo di "UdineToday"

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